Archive for the ‘rhythm & blues’ Category

Johnny “Guitar” Watson
dicembre 24, 2008

Ecco a voi Johnny “Guitar” Watson, un vero precursore del rap, campione del genere funky, gran cantante, arrangiatore e autore, nonché splendido e sulfureo chitarrista, stimatissimo da Frank Zappa. Il suo stile personalissimo gli meritò il soprannome di “Guitar”.

Esordì negli anni 50 come cantante tipico di rhythm & blues, poi virò decisamente sul genere soul-funky dove diede il meglio di sé fino alla metà degli anni ’60, quando morì prematuramente durante una tournee in Giappone. Qui lo ascoltiamo in un suo splendido pezzo: “Telephone bill“.

Splendidi i suoi assoli alla chitarra, talvolta doppiati con la voce, in cui “torceva” le note creando un pathos ineguagliabile. La sua gran classe come musicita e artista fu forse parzialmente oscurata dalla sua eccentricità esagerata e dai vestiti super – pacchiani.

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LaVern Baker
dicembre 24, 2008

Chi si ricorda di LaVern Baker? Dolores Williams, questo il vero nome, ebbe una certa notorietà come “diva sexy” del rock’n’roll degli anni ’50, ma soprattutto per la gran voce. Tra i suoi greatest hits “Tweedlee Dee,” “Bop-Ting-a-Ling” e “Tra La La“. Dopo alcuni cambi di nome e diverse band, la Baker debuttò come solista nel 1953.

Negli anni ’60 si recò in Vietnam dove si esibì per le truppe e dove purtroppo si ammalò. Dopodichè andò nelle Filippine e parcheggiò la sua carriera musicale per oltre vent’anni. Verso la fine degli anni ’80 tornò negli Stati Uniti e offrì qualche apparizione in pubblico, come per esempio al Chicago Blues Festival. Morì nel 1997. Qui la sentiamo in un pezzo meno noto e meno commerciale, ma di gran classe: “I’m the One to do it”, dove riemerge la sua anima nera e un sano rhythm & blues.

Di seguito un pezzo che girava sul giradischi di casa, “You Better Stop“, quand’ero ragazzino. Il rock & roll in genere non mi è mai piaciuto granché, ma questo è un pezzo che non mi dispiace.

Infine vediamo, finalmente, LaVern Baker in uno di quei buffi show americani dove canta una canzonetta demenziale ma orecchiabile, “Playing The Game Of Love“, nobilitata dalla sua gran bella voce soul e da una sapiente scansione del ritmo (notare gli accenti).