Archive for dicembre 2008

The Night Has a Thousand Eyes
dicembre 30, 2008

Horace Silver al piano, Hank Mobley al sax, Donald Byrd alla tromba in “La notte ha mille occhi”, bello l’inizio a tempo di rumba… 🙂

Hang Drum
dicembre 29, 2008

Tra tutti gli strumenti strambi, questo certamente è tra i più curiosi: si chiama “hang drum“. Stavo cercando su Youtube suonatori di steel drum, i famosi bidoni d’acciaio ricavati in origine dai fusti di benzina lasciati dalle truppe americane nelle isole caraibiche di Tobago e Trinidad, quando mi sono imbattuto in questi “cosi”, che in qualche modo ne ricordano il suono.

Pare che l’hang drum sia stato inventato nel 2000 da Felix Rohner e Sabina Schärer della PANArt Company i quali hanno condotto anni di studi su vari strumenti risonanti prima di ottenere il suono che cercavano per questo strumento. Nella lingua originale dei suoi ideatori (di Berna), “hang” significa mano (si pronuncia hung)

Lo strumento è composto da due parti convesse di metallo unite l’una all’altra. I produttori li chiamano lato “DING” e lato “GU“. Il lato DING è composto da 8 zone tonali poste nella parte più esterna del corpo. Al centro c’é una sorta di cupola (e da cui deriva il nome di DING) che produce un suono simile a quello di un piccolo gong. Il risultato è un suono di grande suggestione…. Per chi volesse comprarne uno, pare che il prezzo si aggiri attorno agli 800-1000 euro. Il musista del video è Manu Delago.

Barbara Dennerlein
dicembre 29, 2008

La strepitosa organista Barbara Dennerlein in “All that blues” dagli influssi funky…

George Duke & Billy Cobham
dicembre 25, 2008

Rush hour”, bellissimo pezzo fusion con George Duke e uno spettacolare assolo di batteria di Billy Cobham. Giù il cappello!

Johnny “Guitar” Watson
dicembre 24, 2008

Ecco a voi Johnny “Guitar” Watson, un vero precursore del rap, campione del genere funky, gran cantante, arrangiatore e autore, nonché splendido e sulfureo chitarrista, stimatissimo da Frank Zappa. Il suo stile personalissimo gli meritò il soprannome di “Guitar”.

Esordì negli anni 50 come cantante tipico di rhythm & blues, poi virò decisamente sul genere soul-funky dove diede il meglio di sé fino alla metà degli anni ’60, quando morì prematuramente durante una tournee in Giappone. Qui lo ascoltiamo in un suo splendido pezzo: “Telephone bill“.

Splendidi i suoi assoli alla chitarra, talvolta doppiati con la voce, in cui “torceva” le note creando un pathos ineguagliabile. La sua gran classe come musicita e artista fu forse parzialmente oscurata dalla sua eccentricità esagerata e dai vestiti super – pacchiani.

Frank Sinatra & Tom Jobim
dicembre 24, 2008

Frank Sinatra e Tom Jobim: due grandissimi insieme, uno interprete (Sinatra) l’altro autore (Jobim). Cantano la stranotissima “Garota de Ipanema”. E’ sempre un bel sentire…

Chico Buarque & Edu Lobo
dicembre 24, 2008

Che dire? Due poeti, cioè due grandi. Il pezzo è “Choro Bandido”.

LaVern Baker
dicembre 24, 2008

Chi si ricorda di LaVern Baker? Dolores Williams, questo il vero nome, ebbe una certa notorietà come “diva sexy” del rock’n’roll degli anni ’50, ma soprattutto per la gran voce. Tra i suoi greatest hits “Tweedlee Dee,” “Bop-Ting-a-Ling” e “Tra La La“. Dopo alcuni cambi di nome e diverse band, la Baker debuttò come solista nel 1953.

Negli anni ’60 si recò in Vietnam dove si esibì per le truppe e dove purtroppo si ammalò. Dopodichè andò nelle Filippine e parcheggiò la sua carriera musicale per oltre vent’anni. Verso la fine degli anni ’80 tornò negli Stati Uniti e offrì qualche apparizione in pubblico, come per esempio al Chicago Blues Festival. Morì nel 1997. Qui la sentiamo in un pezzo meno noto e meno commerciale, ma di gran classe: “I’m the One to do it”, dove riemerge la sua anima nera e un sano rhythm & blues.

Di seguito un pezzo che girava sul giradischi di casa, “You Better Stop“, quand’ero ragazzino. Il rock & roll in genere non mi è mai piaciuto granché, ma questo è un pezzo che non mi dispiace.

Infine vediamo, finalmente, LaVern Baker in uno di quei buffi show americani dove canta una canzonetta demenziale ma orecchiabile, “Playing The Game Of Love“, nobilitata dalla sua gran bella voce soul e da una sapiente scansione del ritmo (notare gli accenti).

Neil Peart
dicembre 24, 2008

Ne è passata di acqua sotto ai ponti, da quando Max Roach fu tra i primi batteristi a sperimentare gli assoli con tempi ternari… All’epoca, alla fine degli anni ’50, pareva impossibile “swingare” a tempo di walzer…

Be’, guardate qua cosa fa Neil Peart… 🙂

Marvin Santiago
dicembre 16, 2008

Ecco il campione della “salsa gorda”, ovvero la salsa grassa, intesa come musica corposa, ritmica, danzante e divertente: Marvin Santiago. Originario anche lui, c’era da giurarlo, dell’isola di Puerto Rico.

Marvin si distingue dalla massa dei soneros per lo stile aggressivo, la voce ruvida, il gran senso del ritmo. Vi propongo un pezzo scovato su Youtube, ripreso da qualche concerto fatto chissà dove: peccato per l’audio un po’ così che impedisce di apprezzare appieno la voce di Santiago, e il grande accompagnamento di una splendida orchestra.

Ho scelto tre brani: “Embajador“, “Nostalgia“, “Fuego alla jicotea“, gli ultimi due sono dei classici cavalli di battaglia di Marvin.